sabato 18 aprile 2020

18 APRILE 1504 - MORTE DI FILIPPINO LIPPI


A soli quarantacinque anni, il 18 Aprile 1504, moriva a Firenze uno dei grandi pittori di sempre, Filippino Lippi.
Nacque a Prato, forse nel tempo che suo padre, Fra Filippo Lippi, stava dipingendo gli affreschi nel coro del Duomo, un padre che lo lasciò quando questi era ancora dodicenne e che con l'appoggio del suo primo maestro, Fra Diamante (amico e discepolo del padre), si trasferisce a Firenze.
Ma ben presto avrà un grande maestro a seguirlo e dal quale per un buon periodo ne seguirà le somiglianze nelle prime pitture, Sandro Botticelli, ma saprà anche ben volersi e apprezzarsi, tanto da avere la protezione dei principi di casa Medici, dove proprio per loro commissione ebbe a dipingere una sala nel Palazzo pubblico.
Giovanissimo ebbe un incarico importante e di grande prestigio, terminare gli affreschi della Cappella Brancacci al Carmine, che erano stati iniziati dal Masolino e poi meravigliosamente seguitati, ma non terminati, dal grande Masaccio. Filippino con sicura trepidazione, dipinse cinque soggetti, il più vasto e importante San Pietro e San Paolo accusati davanti al Tribunale di Nerone, e sotto le sembianze dei vari personaggi biblici ebbe la cura di rappresentare molte figure dei personaggi famosi contemporanei, come il Botticelli e il Granacci, lo storico Guicciardini e il poeta Luigi Pulci, Tommaso Sederini e altri, trascurando, come invece era in voga al tempo, di rappresentare se stesso.
Al contempo non mancava di lavorare a bottega e portare a termine varie commissioni tra cui la celebre Visione di San Bernardo conservata alla Badia di Firenze, un dipinto che segna la maturità artistica del pittore nonostante ancora qualche accenno del maestro Botticelli.
Come quasi tutti i pittori ormai famosi, del Quattrocento, anche Filippino fu chiamato a Roma con l'incarico da parte del Cardinale Carafa, che diverrà poi il famoso inquisitore Papa Paolo IV, di decorare con affreschi una cappella in S. Maria sopra Minerva, l'antica chiesa dove era sepolto Fra Angelico.
Il Lippi accettò ben volentieri la richiesta di quell'importante lavoro, ma al contempo sapeva anche che il viaggio era abbastanza rischioso, sia per le strade sconnesse del tempo e sia per i pericoli che si potevano incontrare ( come essere assaliti da briganti o simili) per cui, prima di partire, fece un vero testamento, dove lasciava a sua madre, l'ex suora Lucrezia Buti, le case che possedeva a Prato e il resto del suo patrimonio all'Ospizio di S. Maria Nuova con il patto che venisse passato annualmente alla madre, una cospicua provvista di grano, olio, vino, legna e carne salata.
Durante il viaggio si fermò a Spoleto per visitare la tomba del padre e disegnare il monumento in marmo che Lorenzo de' Medici aveva dato ordine di erigere in memoria di Fra Filippo.



Roma per Filippino fu l'apoteosi della crescita artistica, d'allora la sua arte ebbe un risveglio favoloso, ne rimane prova assoluta l'opera, che al suo ritorno a Firenze, eseguì nella Cappella Strozzi a Santa Maria Novella, un vero capolavoro che il banchiere Filippo Strozzi gli commissionò , dove il Maestro scelse per soggetto dei suoi affreschi la Resurrezione di Drusiana per S. Giovanni Evangelista e San Filippo nel tempio di Marte.


A circa quarant'anni si sposò con Maddalena dei Monti ed ebbe tre figli, ma dopo pochi anni, a sorpresa, mentre stava dipingendo il suo ultimo quadro, la Deposizione, fu colto da malore e perì. Il quadro fu poi terminato dal Perugino.

Roberto Busembai (errebi)

Immagini web: Affreschi di Filippino Lippi nella Cappella Strozzi in Santa Maria Novella (FI) e autoritratto nell'affresco Disputa di Simon Mago e Crocifissione di San Pietro

Nessun commento:

Posta un commento