sabato 20 marzo 2021

CASTELLO DEI MALASPINA - FOSDINOVO (MS)


CASTELLO DEI MALASPINA – FOSDINOVO (MS)


Questo bellissimo castello situato in Lunigiana quasi al confine con la Liguria, oltre a possedere una strategica posizione, oltre il paese di Fosdinovo, domina quasi tutta la valle del Magra fino ad arrivare al golfo della Spezia e intravvedere il mare. Ma una caratteristica più fantasiosa e leggendaria avvolge questa antica dimora dei Malaspina ovvero quella che riguarda la giovane figlia di Giacomo (Jacopo) Malaspina e consorte Oliva Grimaldi, Bianca Maria Aloisia Malaspina.

La fantasiosa leggenda narra che la bellissima ragazza era pazzamente innamorata di un bellissimo stalliere ma naturalmente i genitori di lei erano molto contrariati da questo amore “impossibile” e addirittura infamante per l'intera famiglia. Il padre Giacomo minacciò la figlia di rinchiuderla nelle segrete del castello e di lasciarla vivere a pane e acqua se non avesse troncato quella disgustosa relazione, ma Bianca Maria era una donna forte e decisa e soprattutto molto innamorata e non dette retta alle minacce. Ma il padre Malaspina era di ancor più forte decisione e rinchiuse la poveretta nelle prigioni dove subì le più feroci torture, poi dette ordine che fosse murata viva in una cella in compagnia di un cane come simbolo di fedeltà e di un cinghiale a notificare la sua ribellione. Ed ancora oggi c'è chi dice di sentire il suo spirito aleggiare nelle stanze del castello, addirittura alcuni ammettono di averla vista con i suoi lunghi capelli che girava tranquilla sulle torri e sulle mura merlate. Certo, quanto mai valeva il prestigio di un blasonato, da non sentire colpa alcuna per l'uccisione della propria figlia!


Roberto Busembai (errebi)


Disegno Errebi

martedì 16 marzo 2021

JACOPO CARUCCI - PALA PUCCI


Aveva appena 22 anni, ma dentro possedeva già una forza artistica che nel tempo seppe ben elaborare e soddisfare. Jacopo Carrucci ovvero Pontormo, su commissione dell'allora gonfaloniere di giustizia, Francesco Giovanni Pucci, eseguì questa magnifica tavola che prende il nome appunto dal committente Pala Pucci e che venne collocata nella seconda cappella della chiesa di San Michele Arcangelo Visdomini, vicina al Duomo, dove tutt'ora è visitabile.

Si può con totale naturalezza e decisione che questa Pala del Pontormo dichiara la nascita di quel tanto nominato (poi) manierismo che fu il tocco personale del Maestro, infatti in questa pittura il giovane Pontormo rompe con quasi tutti gli schemi fino ad allora vigenti, il bambino Gesù tolto completamente dalle braccia della Madonna e figurato nel centro della scena contornato dai Santi.

Gli stessi santi Giuseppe, Giovanni Evangelista, San Francesco e San Giacomo , in piedi alla sinistra della Madonna (che la critica maggioritaria ne vede l'autoritratto del Maestro) , sono tutti raffigurati in posture diverse e ognuno con espressioni diverse, espressioni che pure gli angeli e il piccolo San Giovannino sono particolareggiate, e il tutto creato appositamente per creare un'immagine quasi caotica, dove pure la luce ha il suo gioco imperativo cadendo volutamente su alcuni personaggi, in alcuni incisiva meno di altri. Lo stesso Vasari sottolineò “manierismo” il virtuosismo artistico del Pontormo, anche se nel tempo il termine stesso è identificato come esagerazione del virtuosismo, eccesso di artificiosità tecnica.

Il “rivoluzionario” Maestro ci dona, appena ventenne, una testimonianza di come in pittura le cose andavano cambiando e di come l'influenza di Leonardo sia già una sua capacità di poterla realizzare come il sapiente uso dello sfumato e la stessa gestualità del San Giovannino.

E' un'opera forse meno conosciuta, ma che per coloro che avranno la possibilità di andare a Firenze, oltre quello che viene propinato dalle agenzie turistiche, cercate la chiesa che vi ho nominato e concedetevi uno sguardo a questa meraviglia.


Roberto Busembai (errebi)


Immagine web: Jacopo Carucci alias Pontormo – Pala Pucci - Chiesa di San Michele Arcangelo Visdomini, Piazza San Michele Visdomini (angolo Via Bufalini e via dei Servi) - Firenze

giovedì 4 marzo 2021

ROCCA O CASTELLO DI RADICOFANI


La rocca o castello di Radicofani si erge su un colle che domina la valle d'Orcia in provincia di Siena, ai piedi della più antica e famosa strada, la Francigena. Già intorno ai primi anni dell'anno 1000 se ne fa menzione, e fu una rocca che ebbe molti a contendersela per la sua strategica posizione, basti pensare che lo stesso valico di Radicofani, nella metà del 1400, i Senesi, visto che dalla rocca era impossibile vederne un buon tratto di strada, lo sostituirono abbattendolo definitivamente e costruendone uno che passava rasente le mura della suddetta fortificazione.

I monaci dell'abbazia benedettina del vicino Monte Amiata, ne ebbero il controllo ai primordi, ma poi vi susseguirono vari conti, come gli Aldobrandeschi, quelli di Chiusi e i Manenti di Sarteano. Una nota di rilievo che fra le tante contese vi è anche un famoso brigante (soldato) di ventura Ghino di Tacco che di questa fortezza ne fece il suo centro e dal quale dette spesso polvere da digerire ai vicini e acerrimi nemici senesi.

La rocca, in pianta quasi triangolare con un possente mastio ancora in buono stato, è ora sede di un museo che raccoglie vari reperti rinvenuti in loco dopo vari scavi archeologici avvenuti per il suo restauro ed è completamente visitabile, compresi i sotterranei e le postazioni di tiro.


Roberto Busembai (errebi)

Disegno Errebi

martedì 2 marzo 2021

WANG LONG SHENG E I SUOI PAESAGGI




L'arte in generale, per essere talvolta compresa e “digerita” ha bisogno di tempo, un tempo che può variare nella misura degli anni, e spesso anche secoli non sono bastati e non basteranno a farla comprendere in toto. L'arte contemporanea, anche se oggi con il diffondersi veloce dei media è di più facile impatto e conoscenza, ha comunque bisogno del suo tempo per essere davvero compresa e “accettata”, ci sono varie correnti, stili nuovi, tanti quasi incomprensibili (adesso) e magari tanti d'impatto che colpiscono l'occhio ma poi nel suo intento non arrivano al concetto. Comunque sia ogni invenzione, creazione manuale e intellettiva è indiscutibilmente arte e come tale va devotamente riconosciuta, l'apprezzamento o meno spesso è anche soggettivo, e il talento dell'artista ,poi, si evolve da solo, è altresì lampante.



Perchè questa premessa, perchè oggi voglio proporvi alcuni dipinti di un contemporaneo cinese che ho scoperto per caso, una pittura precisa, netta, concisa, fatta di colori freddi ma che donano calore per quello che rappresentano, una meticolosità particolare nelle minime cose rappresentate, un incisività nel donare e ammorbidire i sentimenti con toni di luce non indifferenti. Wang Long Sheng è l'artista moderno che sta divenendo uno dei più quotati e riconosciuti artisti contemporanei, io oggi ve lo presento con alcuni sui lavori in cui lo prediligo, i paesaggi, ma ha anche interessanti ritratti, soprattutto personaggi del suo paese, la Cina, inseriti in un particolare paesaggio.





Roberto Busembai (errebi)


Immagine web: Alcune opere pittoriche di Wang Long Sheng