martedì 10 marzo 2020

RAFFAELLO SANZIO - SACRA FAMIGLIA CANIGIANI

Stiamo attraversando uno dei periodi forse più tumultuosi che il nostro secolo abbia a conoscenza, un periodo in cui vengono improvvisamente a mancare le nostre abiutali cose giornaliere, i nostri diversi modi per guadagnare quel poco che ci faccia sopravvivere, ci troviamo a sacrificare pure i sentimenti trattenendo le nostre , forse esagerate, effusioni, e comunque per il bene di tutto e di tutti siamo costretti a trattenerci in casa per non essere danno ad alcuno, soprattutto a noi stessi.
Ma in ogni medaglia c'è sempre un risvolto, l'altra faccia, il verso dimenticato e meno lucente, ebbene anche in questa “forzatura” involontariamente torniamo a riscoprire il valore della famiglia, lo stare insieme, il parlare tra di noi, anche un semplice giocare a carte, stiamo eliminando la televisione perchè “opprimente” per le notizie purtroppo negative che ogni giorno ci propina, riscopriamo quel senso di sereno vivere tra le quattro mura, anche la più umile casa assume per noi il senso di una reggia.
Ed è in questo “forzato” ma giusto vivere, che riscopriamo anche la lettura, torniamo a guardare con occhio diverso la nostra libreria, magari qualcuno si attenta anche di sfogliare qualche ricettario e cercare di imitare questa o quella ricetta, ed è in questo “brutto momento” , che a coloro che stanno soffrendo e tanti purtroppo hanno dovuto soccombere, noi rivolgiamo il nostro pensiero e gli auguriamo che ritrovino presto la quotidiana vita terrena e chi è credente cerca consolazione e ricerca d'aiuto nella preghiera, chi diversamente, prega comunque, magari non rivolgendosi a un Dio o a un Santo, ma alla coscienza interiore e all'istinto del donare pace e amore.
Ed ecco che allora sorge il desiderio anche di pensare a cose belle, a cose che ci danno quel tocco di serenità che serva a cancellare, momentaneamente, il grigiore di questi giorni, ed io anche parlando di arte, ho voluto avverare questo grande desiderio , nominando il Maestro della gentilezza, della serenità, della grazia e dell'eleganza, Raffaello Sanzio.
L'opera scelta, tra le tante forse anche più importanti, è la Sacra Famiglia Canigiani, perchè la ritengo un dipinto che parla con una forza moderna, direi proprio che riassume in se tutto il pathos che viviamo in questo momento. E' si una rappresentazione religiosa, non possiamo negarlo, parlano chiaro i personaggi, quali la Madonna, Gesù Bambino, San Giuseppe, Sant'Elisabetta e San Giovannino, ma la caratteristica del Maestro , quella di dare colore e umanità tali da farne una rappresentazione terrena, in questa opera ha raggiunto un alto apice, eppure pare che quando fu realizzata avesse non più di 24 anni.
Ed ecco la famiglia che si ritrova, ecco che si accostano i personaggi in un nucleo piramidale da dove ne esce tutta l'energia che soltanto un insieme di persone che si vogliono bene sa esprimere, ed ecco che anche la figura di Giuseppe, fino ad allora nascosta perchè il suo ruolo di padre putativo era per la chiesa, assolutamente insignificante, qui invece prende valore immenso, infatti è rappresentato in piedi ed è il culmine di quella ipotetica figura triangolare, e non solo ma dona il suo apporto terreno, nel gioco magistrale del Maestro, ponendo il suo volto al centro della tela e in parallelo a quello della figura ( di fede) più importante, Gesù Bambino. E allora penso ad oggi, dove la figura paterna, che sempre ha avuto il valore minoritario nell'ambito affettivo della famiglia, il padre che era soltanto colui che doveva provvedere al fattore economico e di salvaguardia dei suoi congiunti, che invece assume quell'importanza che quasi si parallela a quella sempre importante della madre, e ritornando alla nostra “quarantena” di questo periodo, ho notato quanti padri si dedicano con amore e gentilezza, devozione e sacra paternità ad seguire i propri figli.
L'opera fu commissionata dal fiorentino Domenico Canigiani ( ecco il motivo per cui assume quel nome) per poi finire tra la numerosa collezione Medicea, ma a sua volta fu data in dono di nozze a Giovanni Guglielmo del Palatinato e consorte: Nel tempo , non se ne conosce la motivazione, ma arrivò a Dusseldorf per poi ai primi dell'800, per ovviare ai furti artistici cui si faceva grande Napoleone, fu trasferita a Monaco di Baviera dove attualmente è visibile nella Alte Pinakothek.
Una nota interessante, sullo scollo della veste della Madonna è inscritta la dicitura “ RAPHAEL URBINAS”, praticamente la firma del Maestro!
Roberto Busembai (errebi)
Immagine web: Raffello Sanzio - Sacra Famiglia Canigiani

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