martedì 1 settembre 2020

RAFFAELLO SANZIO - L'ANDATA AL CALVARIO ovvero SPASIMO DI SICILIA


E' l'anno di Raffaello, ed è un anno che purtroppo non gli ha potuto rendere gli onori come avrebbe voluto, ma il Maestro certo non ha bisogno di ulteriori apprezzamenti, tanto ne è stato invaso da sempre e ne sarà pure nel tempo a venire, e allora come non rinnovare una delle sue tante magnificenza che nonostante la sua improvvisa e giovane morte, seppe donarci copiose e stupefacenti.

L'opera che presento oggi è una tavola di oltre tre metri di altezza per due di larghezza che gli fu commissionata addirittura dal monastero olivetano di Santa Maria dello Spasimo di Palermo, mentre il Maestro era ancora a Roma alle dipendenze del Papa Leone X ,mentre stava affrescando le Logge, ma non rifiutò la commessa e riuscì a costruire una delle sue tante delicate e appassionate scene della storia di Cristo, l'Andata al Calvario che poi con il tempo è divenuta più conosciuta come lo Spasimo di Gesù.

Una volta terminato il lavoro lo inviò via mare ma una tempesta disastrosa fece affondare la nave e quando si credeva che la tavola fosse perduta, ecco che appare integra nel porto di Genova. Miracolosamente niente era stato deteriorato o rovinato e tanto fu nominato l'evento che quasi tutta la popolazione genovese accorse al porto per vedere da vicino quel prodigio e chissà che non ne traesse anche beneficio benedetto.

Anche Palermo seppe del ritrovamento e dovette persino ricorrere alle interferenze del Papa per poter riottenere quello che poi gli competeva.

Finalmente la tavola venne deposta in Santa Maria ma già nel 1661 venne ceduta a Filippo IV di Spagna da parte del vicerè del Regno di Sicilia.

Ma sarà Napoleone, avido delle opere d'arte, che la porterà a Parigi e qui verrà trasformata in tela, poi comunque ha ritorno in Spagna dove tutt'ora si trova in mostra al Muso del Prado.

La composizione del dipinto è un insieme di personaggi, ognuno con un suo pathos particolare, ognuno impegnato nel suo daffare, e in ognuno ci possiamo immedesimare e di essi sentirne i sentimenti tanto sono magistralmente raffigurati e dotati di una accattivante e realistica espressione visiva.

Decisamente drammatica e intensa è la rappresentazione del Cristo che si avvia al Calvario, è appena caduto per il peso della croce e la sofferenza dei linciaggi subiti, che in fare quasi infantile e abbandonato chiede con tutto il suo cuore e tutto il suo spirito l'aiuto alla Madre che altresì ne comprende la sua richiesta e risponde con un accorato e profondo senso di impossibilità e incapacità di poterlo aiutare, Raffaello ha riportato nel volto della Madonna l'atroce sentimento di una madre che nonostante la grande volontà di poter aiutare il proprio figlio, si trova incapace di poterlo fare ed è proprio questa impossibilità che apre una ferita enorme nel suo petto e nel suo cuore, un cuore di madre, madre terrena!

Raffaello al di sopra della sua delicatezza e della sua gentile rappresentazione dei personaggi ha saputo coglierne il sentimento e ha saputo sempre trasportarlo al punto tale che ogni “lettore” vedendo le sue opere, lo ha saputo leggere per quello che era. I colori vivi, i paesaggi gentili, gli sguardi e l'espressioni reali, ha fatto si che i suoi dipinti oltre tutto avessero cuore e passione, senza strafare e esaltare, ma soltanto cedere al reale.

NOTA: Tanta è stata la notorietà e la bellezza di questa opera che non si contano le innumerevoli copie che ne sono state fatte da grandi artisti di sempre ( Bottega di Polidoro di Caravaggio, G.P.Fonduti, Giuseppe Sirena,R. Politi, J.Bassano, Marco La Vecchia e altri ancora)


Roberto Busembai (errebi)


Immagine web: Raffaello Sanzio – L'Andata al Calvario

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