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giovedì 16 maggio 2024

CONOSCIAMO FLEA





CONOSCIAMO FLEA

Mi chiamo Flea e sono….beh sono un essere spaziale, senza poteri e senza effetti speciali, sono così come mi vedete, un essere normale...come tanti, forse differisco nell’aspetto, non lo nego, ma sono un bambino nel cuore e nel cervello, nell’animo soprattutto sono uguale al mondo.
Sono arrivato sulla vostra Terra in un’alba incantata, di quelle colorate e intense che non se ne vede di frequente, e sono caduto, per essere preciso, proprio mentre sorvolavo il vostro pianeta e una luce viola accecante mi ha fatto sbagliare direzione e distratto ho perso il controllo di me stesso e…
non è accaduto niente di particolare, solo che sono qui, solo, in questo momento e i bambini di tutto il mondo e di tutto l’universo hanno paura a stare soli e non lo dovrebbero essere obbligatoriamente.
Come vedete sono di colore giallo arancione ma ho pure due bellissimi occhi azzurri come il cielo, giro per lo spazio in cerca di qualcuno, e sempre mi sono ritrovato con bambini accoglienti, simpatici e molto coinvolgenti, non conosco questi della Terra, ma sono sicuro che saranno meravigliosi e insieme scopriremo molte cose, io ho molto da imparare ma posso anche insegnare se non altro quello che ho visto e ho provato in questo mio viaggiare.
Intanto per farvi contenti, mi sono subito travestito da astronauta e vi aspetto per un primo viaggio fantastico sulla luna, io non avrei avuto bisogno di indossare questo ingombrante scafandro, ma dato che voi non potreste farne a meno, non voglio essere diverso e farvi sentire in imbarazzo, e allora su salite sull’astronave dei nostri fantastici pensieri e arriviamo sulla luna prima che faccia notte, altrimenti lei se ne va a prendere il posto del grande sole e noi non ci potremmo atterrare perché farebbe buio pesto.
Ah un’altra cosa, la prossima volta che ci incontriamo racconteremo a coloro che non sono potuti venire o che non ne erano informati, quello che abbiamo visto e quello che abbiamo fatto, perché l’avventura deve essere conosciuta e nessuno deve rimanere indietro.
Ciao, siete pronti? E allora “navighiamo”!




Roberto Busembai (errebi) da LE AVVENTURE DEL BAMBINO FLEA

Disegni Errebi – Bambino Flea e Flea con tuta spaziale

venerdì 28 ottobre 2022

SALONE INTERNAZIONALE LUCCA COMICS & GAMES APRE OGGI PER 5 GIORNI - TEMA "HOPE"


Il 24 Settembre 1966 apre ufficialmente nella città di Lucca il Salone Internazionale dei comics, “i fumetti” meglio conosciuti, evento quasi a sorpresa in quanto la prima ufficiale edizione era avvenuta l'anno prima a Bordighera in Liguria, ma gli enti organizzatori avevano poi pensato e riflettuto che la sede ottima sia per per posizione geografica, sia per i collegamenti ma soprattutto per la caratura storica e ambientale, per le sua caratteristica ancora interamente medievale, per il fascino dal carattere “fantastico” che la rappresentava con il suo arborato cerchio di mura seicentesche interamente intatte, insomma Lucca era il luogo perfetto.

Grazie all'allora sindaco Martinelli, che entusiasta della scelta mise a disposizione per la manifestazione, il Teatro del Giglio ( che fu sede per la “Tavola Rotonda” per gli addetti ai lavori) e il Baluardo San Regolo, uno dei tanti baluardi delle mura nominate, per l'allestimento delle mostre espositive.

Da quel fatidico giorno fino ad oggi è sempre stato un aumento esponensiale sia di pubblico che di notorietà, sia di prestigio che di internazionalità, insomma un evento che nel tempo non è mai invecchiato ma è cresciuto e evoluto a pari passo con i tempi e con le esigenze sempre più diverse, dai fumetti ai cartoons e poi ai video e ai games ecc.ecc.

Oggi dopo due anni di pandemia si ritorna ad aprire questo magistrale mondo fantastico e culturale ( con una vendita di biglietti che supera ogni edizione, quasi 300.000) con un programma davvero ricco e intenso e con un “titolo” forte e fiducioso, HOPE (SPERANZA).


Due piccole note del tempo: la prima che nel teatro del Giglio ci fu un divertito duello tra pistoleri del West, infatti si scontrarono amichevolmente il “padre” di Tex, Gianluigi Bonelli e Rino Albertarelli, uno dei più grandi maestri del fumetto e disegnatore del famoso, appunto, TEX.

La seconda che il destino volle che soltanto a pochi mesi da questo fantastico evento, e precisamente nella vigilia di Natale del 1966, uno dei grandi fumettisti e più conosciuto e amato del tempo e di sempre, ovvero Walt Disney, morisse lasciando davvero un vuoto incolmabile per tutti, e infatti l'anno dopo il Salone ne dedicò una mostra antologica a cura di Ernesto Guido Laura, Rinaldo Traini e Sergio Trinchero, illustri storici, giornalisti, forganizzatori e sceneggiatori di fumetti.


Roberto Busembai (errebi)


Immagini web: Il primo poster del Salone 1966 – Il fondatore dell'Esposizione Internazionale dei Comis, Romano Calisi insieme al maestro fumettista Lee Falk, produttore e creatore di Mandrake e l'Uomo mascherato , grande ospite alla rassegna del 1966 - L'odierno poster con il titolo “HOPE” del 2022

sabato 26 marzo 2022

PER LA PACE


VOGLIO FARMI PROMOTORE DI UN'INIZIATIVA CHE TENDA A SENSIBILIZZARE L'OPINIONE PUBBLICA VERSO LA PACE.

Noi non abbiamo voce in capitolo, ma possiamo far sentire il nostro pensiero con un "mezzo" grande e mondiale che è il "social" per cui vorrei che tutti coloro che sono per LA PACE, da oggi e per una settimana condividessero e promuovessero questa immagine sulle loro bacheche, sulle loro pagine, sui loro social. Questa mia personale bandiera è volutamente semplice, elementare, naturale perchè la PACE è semplice naturale e elementare che debba esistere, è un'immagine dai colori quasi sbiaditi, usurati, consumati, perchè la PACE è sofferta, voluta ardita, creduta, pensata, urlata, desiderata, ambita.....

Condividete questa immagine per una settimana e promuovetela, FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE IN TUTTO IL MONDO.

Rpberto Busembai (errebi)

Immagine Errebi

venerdì 3 dicembre 2021

NICK CARTER (Detective privato) - BONVI






La storia di questo fumetto, ha del fantastico e dell'originale, infatti questi nacque per esigenze di spettacolo, ovvero, al tempo, stiamo parlando dei primi anni '70 in Italia, i cartoon veri e propri venivano importati dall'America e tutto quello che si vedeva in Tv era USA, onde per cui al sopravvenire di una certa crisi, importare cartoons divenne dispendioso. Si pensò allora di inventare una trasmissione dove i fumetti non si muovevano ( era proprio il processo di animazione che rendeva costoso il cartoon) , ma era la stessa macchina da presa che creava movimenti nelle inquadrature, con effetti di carrellate, zoomate ecc e che accentuava i rumori, le scene e altro con l'apparizione delle famose “nuvolette”. La trasmissione era la goliardica “Fumetti in Tv” ideata da Giancarlo Governi e Guido de Maria e il fumetto in questione, del grande disegnatore Bonvi (Franco Bonvicini) e lo stesso De Maria, fu Nick Carter. Beh che dire, fu un enorme e galattico successo, la trasmissione e il fumetto stesso divennero le icone del periodo, la stessa frase che il cinesino “ Ten” era solito ripetere ad ogni inizio di parola : “ Dice il saggio....” era divenuta popolare e facente parte del linguaggio nazionale con la classica, del finale, pronunciata dal fidato amico di Nick Carter, Patsy, :” e l'ultimo chiuda la porta”.

E la porta fu davvero chiusa per sempre nel 1977 quando lo stesso Governi dichiarò : “....ci accorgemmo che il video si stava inondando di pessimi cartoni animati giapponesi e coreani, rovinando così il gusto delle nuove generazioni....”.


Ho trovato queste strisce su un sito web e visto il periodo natalizio in cui siamo mi sono sentito di postarle, fanno parte di una pubblicazione su il Corriere dei ragazzi del dicembre 1972.


Roberto Busembai (errebi)


Immagini web . Nick Carter Story – La notte di Natale ( di Bonvi)

venerdì 30 luglio 2021

DONNE PROTAGONISTE NEI FUMETTI

La mia curiosità sui fumetti mi ha portato oggi a scoprire da quando e quante sono le donne protagoniste, ovvero che hanno avuto un ruolo di primo piano, travolgendo a volte la figura maschile.

Sorprendentemente si trovano già delle vere eroine negli anni Venti, donne come Winni Winkle che con il suo lavoro da stenografa riesce ad aiutare economicamente i genitori o come Tillie the Toiler, attraente segretaria che nel tempo libero adora fare la modella in un fascinoso negozio di moda, tanto da permettersi ogni giorno un vestito diverso, ma colei che sarà l'eroina più apprezzata sarà Connie Jurridge del grande Frank Godwin, creata nel 1927 nel tempo ha assunto varie e diverse occupazioni come aviatore, giornalista, addirittura detective e con il suo fascino “biondo” riusciva a ingannare i cattivi.





Sarà sulla scia di questo notevole successo che sorgeranno altre “bionde”, la perfida e sensuale Jane o la misteriosa Dragon Lady per arrivare alla più conosciuta Miss Lace in quanto i suoi fumetti erano pubblicati su giornali statunitensi destinati ai militari impegnati nella Seconda guerra mondiale, seguiranno poi Brenda Starr una giornalista, la super Wonder Woman per arrivare in Italia con la “pluricensurata” per il suo abbigliamento molto succinto e atteggiamenti che parevano provocanti ( siamo negli anni '40) Pantera Bionda di Dalmasso e Magni.





Negli anni cinquanta non ci sono eroine vere e proprie al di la della romantica Juliet jones o l'attrice Mary Perkins che nei suoi fumetti il tempo passa come nella realtà e “si invecchia”.

Nel 1962 la fantasia del francese Jean-Claude Forest fa nascere “Barbarella” una donna libera e molto disinibita, un vero successo editoriale tanto che da allora in poi le eroine femminili avanzano anche se spesso punteranno sulla loro apparenza e sul loro corpo fascinoso, del resto il mercato dei fumetti è prettamente maschile ed è su quello che si deve puntare.

Barbarella si può definire un'eroina postfemminista e tradizionale contemporaneamente, è sempre poco vestita se non addirittura nuda,sarà sempre alle prese con situazioni pericolose e dovrà confrontarsi con figure maschili di varie etnie, spesso istaurando rapporti amorosi ma da uscirne sempre vittoriosa, del resto la sua arma migliore è l'erotismo e la seduzione.

Sarà un successo enorme, tale da far nascere un susseguirsi di eroine, il più delle volte comunque effimere, come ad esempio la modella Tiffany Kones, l'avventuriera Modesty Blaisa o addirittura la tenebrosa Vampirella.

Ma sul finire degli anni '60, un grande genio del disegno, stavolta italiano, Guido Crepax ci offrirà un'eroina che non avrà eguali e che ancora oggi è ricordata e famosa, Valentina.

Valentina nasce come compagna di un protagonista maschile, Neutron che ha capacità di rallentare il tempo se non addirittura fermarlo, ma dopo poche edizioni la protagonista diverrà lei.Valentina è una fotografa con problemi legati all'anoressia, è spregiudicata e curiosa e vive in un mondo onirico con il fidanzato Philip, è molto sensuale e spesso è raffigurata nuda. E' una delle poche figure del fumetto che abbia un'identità, infatti è nata il giorno di Natale del 1942 ( come la moglie di Crepax, Luisa Mandelli ) e la residenza è un appartamento a Milano in via De Amicis ( lo stesso indirizzo della Mandelli), e cresce e invecchia nel tempo come una persona reale.

I tratti fisici pare che Crepax ne abbia preso spunto da una attrice degli anni venti, che con il suo atteggiamento di donna fatale aveva conquistato un vasto pubblico (maschile), Louise Brooks,e che la stessa Valentina in un fumetto rivelerà che il suo look è proprio nato da quell'attrice.

Anche la moglie Luisa Mandelli ( che proprio l'anno scorso per una complicazione dovuta dal Covid19 è deceduta) aveva posato come modella per il personaggio.

Da allora nasceranno soltanto donne erotiche, e tra le tante non possiamo comunque menzionare le bellissime di Milo Manara, tra cui spicca la spudorata e sensualissima Miele

Roberto Busembai (errebi)


Immagini web: Winni Winkle, Tillie the Toiler, Connie Kurridge, Miss Lace, Pantera Bionda, Barbarella, Valentina e Miele

venerdì 27 novembre 2020

SERGIO TOFANO - IL SIGNOR BONAVENTURA




“Qui comincia l'avventura del signor Bonaventura....” quante volte da bambino rimanevo appassionato a leggere queste strisce di fumetto sul Corriere dei Piccoli, un giornalino pieno di risorse per ragazzi, tra cultura e giochi, tra serio e divertimento, e questo fumetto del grande e indimenticabile attore Sergio Tofano, di solito apriva le avventure del giornale.

Ma chi è “Bonaventura”?. E' uno dei personaggi famosi del fumetto italiano, nato dalla fantasia di un grande attore Sergio Tofano, conosciuto per il diminutivo con cui si firmava, STO, e nacque quasi per gioco intorno ai primi anni del 1900 e vide la sua prima pubblicazione sul Corriere, nel 1917. Il fumetto si articola con otto vignette dove ognuna ha una didascalia in cui racconta in poche rime e per lo più baciate, l'avventura di questo singolare signore, vestito con una marsina color rosso, un cappello a bombetta e dei bianchi e larghi pantaloni, accompagnato sempre da un fido cagnolino giallo di razza bassotto. Ogni storia inizia nel far vedere il Signor Bonaventura che essendo povero cerca di darsi da fare per sbarcare il lunario, per trovare un'occupazione per avere da sfamarsi, e in questo barcamenarsi incorre sempre in qualche miserevole e fortuito avvenimento dove la sua generosità e una serie di coincidenze fanno si che riesca sempre a togliere dai guai o addirittura salvare qualche benestante, il quale lo ricompensa in finale con un enorme foglio del valore di “un milione” che nel dopoguerra divenne “un miliardo”.

Storie e disegni semplici, ma che colpiscono proprio per la loro naturale semplicità, nell'animo e esprimono sempre quel senso di rispetto e di comprensione, di soccorso e di compenso che caratterizzano il principio di alcuni importanti valori della vita.


Roberto Busembai (errebi)


Immagini web “ Alcune pagine del Corriere dei Piccoli con il fumetto di STO “ Il signor Bonaventura”

venerdì 27 marzo 2020

ELZIE CRISLER SEGAR - BRACCIO DI FERRO

Forse ci vorrebbe un super eroe, un invincibile, un possente uomo o donna galattici, dai lunghi mantelli e dai costumi sfarzosi e lucenti, dai loro posseduti grandi poteri, dalle tele di ragno ai voli di pipistrello alle armi disintegranti, insomma ci vorrebbe forse un mostro di bontà d'animo e di forza sovrumana a debellare questo virus? No, se proprio vogliamo entrare nella fantasia, adoperiamo qualcosa ce chi appartiene e che ci torna più vicino alle nostre sembianza, io avrei pensato a Braccio di Ferro, si quel simpatico marinaio tutto muscoli e secco come un chiodo, minuto e quasi impacciato, uno di noi, che però, per dargli un tocco di “super”, basta una scatoletta di spinaci e diventa eroico e magistralmente portentoso. Braccio di Ferro, penso ve lo ricordiate, quel buffo uomo con la pipa in bocca che nelle sue traversie e avventure è sempre impegnato a combattere il cattivo per dare pace a ogni cosa, quello che stravede per la sua eterna compagna la gracile fisicamente ma forte e decisa nell'agire, Olivia, colei che non si fa certo sottomettere dal suo uomo, tanto da tirargli persino forti sganascioni se questi si attenta, e spesso, a guardare altre appariscenti donzelle. Tipico personaggio che li affianca è Poldo, un serafico e pingue ometto, eterno conquistatore della suddetta eroina, quando Braccio di Ferro è distante, un accanito affamato e divoratore di tutto, basta sia compreso tra due fette di pane, ( non per nulla il suo vero nome americano è J. Wellington Wimpy, omonimo di una famosissima catena di snack bar e di tavole calde disseminate per tutta l'America).


Abbiamo bisogno di un Braccio di Ferro, l'uomo buono e leale, colui che è sempre alla caccia dei barbuti omaccioni e prepotenti energumeni, colui che è incapace di menzogne e di brutte azioni, colui che un giorno trovando una cassa al suo portone, aprendola vi trovò un simpatico bambino , Pisellino, e che lo accettò come un figlio e forse anche di più.
Popeye, il vero nome in Americano, deve essere in tutti noi, e i nostri spinaci siano la volontà e la forza di reagire, il sentimento del bene e non solo di criticare.
Questo fantastico personaggio fu creato dal mirabile disegnatore, Elzie Crisler Segar, che costruì Popeye quasi come sua personale caricatura, anche lui aveva fatto mille lavori, era stato per molto tempo operatore cinematografico e per questo sul suo braccio si fece tatuare le parole M.P.O. (Motion Picture Operator) e già questo la dice lunga sulla somiglianza del suo fumetto. Era poi un accanito amatore di Charlie Chaplin e i suoi personaggi e le sue storie non differiscono poi molto dai primi film comici del famoso regista. Una nota simpatica, alla fine della sua magistrale carriera di disegnatore, Segar si ritirò in una splendida villa a Santa Monica, dove coltivò non spinaci ma ravanelli e in una delle ultime foto ce lo mostrano con un cappello da marinaio in testa e una pipa di legno in bocca.

Roberto Busembai (errebi)
Immagini web