mercoledì 3 giugno 2020

3 GIUGNO 1963 - MUORE PAPA GIOVANNI XXIII

Alle ore 19.53 del 3 Giugno 1963 la radio Vaticana trasmette al mondo questo messaggio:
“ Con l'animo profondamente commosso diamo il seguente triste annuncio, il Sommo Pontefice Giovanni XXXIII è morto............”
Avevo appena otto anni ma quella figura di prestigio ma al tempo stesso bonaria, umile, buona, quasi un padre e una madre messi insieme, mi davano un senso di felicità e di tranquillità , che certo al tempo non potevo comprendere, ma sentivo comunque che era una figura e un uomo positivo e mi scaldava il cuore. Ricordo che piansi e mi vergognai pure di me stesso, perchè non riuscivo a percepire di come avessi potuto avere quella reazione chè in fondo era una persona a me sconosciuta.
Quando fu elevato Papa, era sconosciuto davvero ai più, si sapeva soltanto che era il patriarca di Venezia, perchè la sua carriera era stata sempre rivolta ai paesi lontani, era un delegato apostolico e aveva trascorso il suo operato per più di vent'anni tra Sofia, Atene e Istanbul.
Ma appena divenuto Papa Giovanni XXIII , Roncalli divenne subito famoso a tutti per la sua goffaggine fisica e per il suo sguardo bonario e semplice, entrò subito nel cuore di ogni popolo, cristiano o no, la sua figura e il suo gentile atteggiamento che stonava con il rigore del Papato, era un uomo nuovo, un fratello, un comune apostolo che presiedeva un ambito posto, ma che lo donava e lo condivideva con i suoi fedeli, con la più assoluta naturalità da intenerire e far tenerezza.
E comunque nonostante la sua docile espressività e modo di fare, aveva una ricchezza interiore e apostolica interiore tale da reggere degnamente e con assoluto tempismo e decisione, tutto l'apparato della Chiesa, arrivando al culmine del suo grande operato con l'istituzione del Secondo Concilio Vaticano , che annunciò il 25 Gennaio del 1959 nella basilica di San Paolo davanti a un collegio di cardinali. Un Papa dal sorriso dolce e dalle parole calde che lasciava un'impronta profonda del suo “breve” passaggio.
Al termine dell'apertura del Concilio, la sera dell'11 ottobre 1962, alla fine del discorso pronunciato dalla finestra di Piazza San Pietro ebbe a dire una frase che resterà impressa nel cuore di coloro che ebbero, me compreso, la fortuna di viverla e sentirla:
“ Tornando a casa, date una carezza ai vostri bambini e dite questa è la carezza del Papa”.
C'è una norma molto rigorosa, quando muore un Papa, per il suono delle campane di San Pietro, una norma che risale addirittura da Sisto V.Il campanone rintocca nove volte consegcutive, i rintocchi cadono sulla piazza a gruppi di tre con una pausa tra un gruppo e l'altro, ed è in questi momenti che l'allora Piazza San Pietro vide la commozione e il dolore di tutti i fedeli e non, fedeli che per giorni avevano vegliato e sperato in un miracolo di guarigione.
Poi una dopo l'altra si muovono le altre campane, campane che ognuna ha un nome specifico: il campanoncino, la rota, la Maria, la chiacchierina e la Maddalena.
E così per nove lunghissimi giorni consecutivi; all'alba, a metà mattina, al vespro e alla sera e mai come allora quelle campane avevano colpito nel cuore dei Romani tutti.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web

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